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titolo: Vom Melos zum Stichos. Il verso melico greco nella filologia tedesca d’inizio Ottocento – Seconda edizione riveduta

autori: Tessier, Andrea

dati: Trieste : EUT Edizioni Università di Trieste , 2012. - 157 p. ; 24 cm

ISBN 9788883033865

anno 2012

note:

prezzo: € 14,00

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Alla grande stagione della filologia tedesca di inizio Ottocento siamo debitori della fondamentale intuizione che va sotto il nome convenzionale, e al fondo storicamente inesatto, di ‘metodo del Lachmann’, il sistema di norme e regole che consente di chiarire i rapporti tra gli esemplari manoscritti di un’opera e almeno tentare la ricostruzione del suo ‘archetipo’. Un altro importante portato di quegli stessi anni è il tentativo di ritrovare quei ‘versi’ della poesia melica greca classica che gli esemplari antichi e medievali non permettevano più di intravvedere con chiarezza, presentandone i testi ora in scrittura continua, ora, dopo gli interventi della filologia Ellenistica, enigmaticamente suddivisi in sequenze più brevi, i cola, con una suddivisione che si è tuttavia fatta strada nella tradizione a stampa sino alla fine del Settecento. Da questo filone di studi emerge, con progressivo e incontrastato successo, il cosiddetto ‘metodo di Böckh’, dal nome del grande filologo che per primo ne ha formulato le leggi con icastica chiarezza (1809-1811). Questo libro intende ripercorrere il dibattito coevo, spesso particolarmente acre, in cui spiccano le figure di Gottfried Hermann e Christian Ahlwardt e studiare la fortuna e le vicissitudini del metodo, soprattutto dopo lo snodo fondamentale rappresentato, nel primo quarto del Novecento, dalle interpretazioni che ne ha offerto Paul Maas.



 
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